Ecosistema 2.0

Gino Tocchetti
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Informazioni sul profilo

Qual'e' il "fondamentale" del Territorio, secondo me
Il Territorio e' la nostra storia, il presente e il futuro. E' il frutto del nostro lavoro, e ci rappresenta. E' parte della nostra cultura. Il Territorio siamo NOI.
Cosa faccio io nel Territorio
Sono un libero professionista che aiuta le aziende ad acquisire/vendere tecnologie innovative e i modelli operativi e di business abilitati da quelle. Sono un interim manager, business developer e consulente manageriale.
Qual'e' il "potenziale" della Rete, secondo me
La Rete e' lo strumento abilitante di un modello (cosiddetto "2.0") sociale ed economico, di enorme potenziale. E' basato su una logica collaborativa aperta e trasparente. Una logica win win, dove l'interesse di ciascuno e' coincidente con l'interesse generale della Rete stessa.
Ultimo, ma non meno importante, in Rete ci si diverte.
Cosa faccio io nella Rete (mio blog, ...)
Innanzitutto mi occupo di Internet dal 1991 per lavoro, e da prima per passione e studio. In particolare ho utilizzato internet come strumento, e i modelli comportamentali e comunicativi, nell'ambito dell'area dove sono specializzato, il Knowledge Management e il Knowledge Based Business. Ho preso parte al "web2.0" aprendo un mio blog nel 2003, dopo esperimenti gia' nel 2002, dal titolo "The knowledge ecosystem", tutt'ora aperto (a parte una breve pausa nel 2006: e' quindi alla versione 2.0!). Inoltre sono stato iscritto ai prncipali social business network mondiali e italiani, fin dalle prime ore della loro apertura (LinkedIN 2000, Ryze 2000, Ecademy 2001, ...). Nel 2008 sono attivo in quasi tutti i principali social e business network del veneto o fondati da veneti (Club Blogger Veneti, VenetoIN, Ibridamenti). Alla fine del 2008 ho dato vita al progetto "Ecosistema 2.0" che e' andato in onda all'inizio del 2009.

blog: knowledgeecosystem.blogspot.com
tumblr e copertina del blog: www.knowledgeecosystem.com
tumblr sull'enterprise 2.0: enterprise20cookies.tumblr.com
sull'energia da fonti rinnovabili: energiasostenibile.tumblr.com

Blog di Gino Tocchetti

Gino Tocchetti

Prodotti che affabulano, che favoriscono la socializzazione

Da uno spunto di Francesco Morace, ripreso da Silvia, riporto qui questa provocazione:

Questa crisi sta mettendo in evidenza il significato piu' profondo dell'economia della conoscenza: non basta saper fare,… Continua

Post aggiunto il 28 Aprile 2009 alle 10:00 — 1 Commento

Gino Tocchetti

Enterprise 2.0: una moda o un cambio di paradigma ?

Vi riporto stralci dell'ultimo articolo pubblicato sul tema "Enterprise 2.0" sul mio blog.

E' noto a tutti che la nostra economia e' sempre piu' basata sulla "conoscenza" - rispetto a qualche decade fa in cui la "produzione" era al primo posto - e che in questo passaggio non si deve leggere una rivoluzione, e quindi l'abbandono di una "cultura del fare", ma semplicemente un recupero di "… Continua

Post aggiunto il 22 Aprile 2009 alle 8:23 —

Gino Tocchetti

Social Business Networking: reti non scatole!

Sembra proprio che la "galassia Social Business Network" sia piu' articolata di quanto a prima vista non si pensi. I s/b network non sono tutti uguali e non tutti i networker hanno lo stesso spirito. Fin qua, nessuna sorpresa, se consideriamo che rispecchiano la varieta' e complessita' del "genere umano".

C'e' un punto, pero', su cui mi sembra importante porre l'attenzione: la differenza tra il "modello a scatola" e il "modello a rete". Non voglio dire che solo il secondo e' "gius… Continua

Post aggiunto il 5 Marzo 2009 alle 15:00 —

Gino Tocchetti

Rete chiama Territorio. Mi sentite? Qui Territorio. Abbiamo un problema.

Ho alle spalle anni di esperienze "nel web", che seguo da quando e' diventato praticamente utilizzabile dagli studenti universitari, e che ho vissuto con passione in tutta la sua continua evoluzione (web1.0, web2.0 ... o come si vuole chiamare le fasi storiche ben riconoscibili che ha attravesato), giocando con molti tipi di strumenti e modelli comportamentali. Ho anche alle spalle anni di esperienze "nel territorio", dal momento che la carriera professionale mi ha portato a costruire organizzaz… Continua

Post aggiunto il 2 Marzo 2009 alle 19:30 —

Spazio commenti (29 commenti)

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Alle 22:07 del 13 Novembre 2009, Roberto Favini ha detto...
Un po' in ritardo, ma sono arrivato :)
Alle 18:41 del 28 Ottobre 2009, angela querzè ha detto...
No purtroppo non ho potuto esserci.
Sono arrivata ad ecosistema inseguendo notizie sull'evento.
Ci saranno materiali?
Alle 12:24 del 27 Ottobre 2009, MONICA SECH ha detto...
Buon giorno Gino
non ho partecipato all'evento di questo fine settimana
conto di aggiornarmi leggendo i vari commenti e le attività che sono riporate nel network
buona giornata. Monica
Alle 16:36 del 10 Ottobre 2009, Sergio Los ha detto...
Vorrei entrare nella discussione, aperta o ripresa da Gino, riguardante la metafora delle reti e delle scatole, evitando di rompere le reti e/o le scatole. Non credo che dovremmo attenuare il sostegno delle reti solo per evitare di essere o apparire manichei.
Ho lavorato molto con le reti, soprattutto con le reti urbane che considero fondamentali per comprendere cosa sono e come operano le città. Quella che definisco architettura ci­vica non è altro che la rete degli spazi urbani, ovvero quel complesso di stanze a cielo aperto – come le chiamava Leon Battista Alberti - formato dalle facciate degli edifici come pareti e dalle pavimentazioni, portici compresi, di quelle strade, piazze, giardini pubblici, ecc. che costituiscono l'ambito delle relazioni interpersonali: il sistema di comunicazione delle città. Queste città, però, mostrano un'articolazione delle reti che mi pare altrettanto fondamentale delle reti stesse. Possiamo distinguere le reti intraciviche, più dense, che contraddistinguono le relazioni urbane rispetto a quelle interciviche, meno dense, che ca­ratterizzano invece il territorio extraurbano. La differenza tra le densità delle due reti è ciò che distingue, costruisce e preserva quelle comunità civiche che la modernità liquida ha distrutto mediante l'imposizione, più o meno consensuale, della progressiva individualiz­zazione. Questa diversa densità della rete, che mi pare una specie di scatola, è il modo con cui si distinguono le relazioni tra concittadini, fra prossimi, da quelle diverse che ri­guardano gli estranei. Una città mondiale finisce per essere una non città, proprio quello che ha prodotto la modernità. Oggi dà fastidio chiamare qualcuno estraneo, ma non per­ché siamo diventati tutti prossimi ma perché nelle città siamo tutti reciprocamente estra­nei.
La rete universale sarebbe una relazione interindividuale, forse virtuale ma non credo vir­tuosa, che finirebbe per aiutare la disgregazione di qualsiasi comunità. I linguaggi e le culture, i sistemi simbolici e le città sono emersi da questa articolazione delle reti, che è un modo diverso di chiamare le scatole (se le scatole non piacciono).
Credo che siano necessarie delle distinzioni per dar luogo a quelle forme di social brain che finalmente anche i più resistenti cominciano ad ammettere. L'evoluzione culturale rap­presenta la transizione dall'individuo, l'organismo biologico animale dotato di istinti e di emozioni ma non di sentimenti che li rendono comunicabili, alla persona che è essenzial­mente sociale. I sistemi simbolici sono relazionali, non potevano essere prodotti da indivi­dui. L'attuale cultura mercantile punta sull'individuo e sulla sua illusione di libertà, per pro­durlo ha liquidato le città mettendo un muro attorno alla nazione (una scatola nazionale che istituzionalizza la sovranità dello stato di diritto) e un altro muro attorno all'individuo (la villetta, l'appartamento dell'individuo che è una scatola individuale).
Se il web, uno o due, dovesse aiutare questa liquidazione delle città connettendo indivi­dui, imprigionati dalla loro privacy, in una rete equivalente universale, io lo abbandonerei al suo destino e al suo inarrestabile successo. Non credo nelle tecnologie che possono essere usate bene o male, anche se so che usi impropri sono sempre possibili (potrei rompere la testa a qualcuno con una scultura di Brancusi ma, come dice Goodman che non si chiede cosa sia l'arte ma quando è arte, in quel momento non sarebbe più arte, mentre l'energia atomica resta tale sia per le bombe che per le centrali). Fino a un certo momento bontà e bellezza erano la stessa cosa, etico e artistico andavano insieme, poi avvenne qualcosa negli ultimi due o tre secoli che li ha separati, non per sempre spero. Questi eventi corrispondono alla distruzione delle città e all'emergere di quell'individuo che come sostiene Tocqueville è il peggior nemico del cittadino.
Vorrei lavorare per realizzare reti fra scatole composte da reti interne, quindi un equilibrio dinamico di reti e scatole, reciprocamente necessarie. Se vedo la pianta di Pechino trovo un eccesso di scatole (la città proibita) se vedo quella di Houston trovo un eccesso di reti (le highways), un'appropriata distribuzione di reti e scatole mi pare più giusta (penso a Siena).
Alle 13:39 del 7 Ottobre 2009, Vittorio Baroni ha detto...
Gino,
niente di scorretto da parte mia!

Potrei affermare con elementi di oggettività che le scorrettezze sono state solo ed esclusivamente tue.

Potrei dirti che mi hai "usato" almeno dallo scorso agosto, che lo hai fatto per ciò che avevi in mente e che è emerso in tutta evidenza il 28 settembre.

Potrei dirti che il 28 settembre hai inserito di soppiatto un evento al VeneziaCamp senza condividerlo. Potrei dirti che hai "tradito" la fiducia che ti avevo dato. Potrei dirti molto altro che potrebbe sembrare scorretto nei miei confronti, ma non lo faccio.

Sono i testi e le azioni che parlano, non le opinioni personali. Nel digitale non si perde niente di ciò che si è scritto, a meno che tu non decidi di cancellare la memoria o di escludere.

Ti ricordi dopo la riunione di Castelfranco che mi hai chiamato per sapere com'è andata? Ti ho dato (ancora una volta) la disponibilità del mio tempo pensando che tu volessi costruire cooperazione tra le persone. Invece tu, che non eri venuto alla pizza, hai voluto indagare, sapere, raccogliere chissà quali elementi per poi rielaborateli a tuo uso e consumo.

Ti ricordi quando mi chiedevi di valutare come migliorare il ning in termini di comunicazione. Ancora una volta di ho dato la disponibilità professionale allo scopo di favorire ciò che manca nell'ecosistema, cioè le conversazioni collettive. Le conversazioni sono l'elemento che caratterizza le community e che permette di valutare lo stile connettivo, la qualità della relazione 2.0?

Ti ricordi che mi hai chiesto di copiare e incollare sul tuo ning ciò che mi avevi chiesto in privato? E anche lì l'ho fatto e tu hai raccolto e utilizzato subito la "consulenza" che ti ho prestato.

Ecco, questo sono solo alcuni esempio che mi portano ad affermare che mi sono sentito usato da te, per i tuoi scopi e anche per crearti una reputazione 2.0 portato il ning di ecosistema come 2.0, invece è ancora il tuo ning.

Questo sarà più nostro come ning, sarà community quando le persone converseranno e tu non sarai più da solo a gestire le cose, a centralizzare, a dirigere, a selezionare con il telefono o con email a chiamata.

Ciao
Alle 12:34 del 7 Ottobre 2009, Gino Tocchetti ha detto...
Vittorio,
vedo solo adesso che avevi postato anche qua, oltre che negli altri due thread, e quindi affianco la mia risposta per "continuita' di lettura"

ho rimosso "Fabbrica..." dal network di Ecosistema2.0 e disattivato l'import del tuo blog nelle due box "I nostri blog" in homepage, subito e ben volentieri.

Non temere che appena superato questo momento di impegni pressanti, come ti ho gia' detto, ti rispondero' puntualmente e nel modo piu' opportuno. (Anche perche' alcune tue affermazioni qui riportate sono ancora incredibilmentescorrette nei miei riguardi).

[Ricopio qui quanto gia' inserito sul tuo wall, perche' chi legge il mio, abbia la possibilita' di trovare la mie parole direttamente dopo le tue]

A presto. Gino
Alle 12:24 del 7 Ottobre 2009, Vittorio Baroni ha detto...
Bene Gino, grazie.

Allora resto in attesa di leggere tuoi commenti. Ti chiedo la cortesia di non inviarmi email, ma scrivermi in "chiaro", cioè qui sul ning, nella mia bacheca.

Idem farò quando avrò pronto il file con i soli testi delle conversazioni collettive avute su facebook.

Intanto ti confermo che ho eliminato da facebook l'immagine che a te non piaceva, cioè quella con la facciata dell'Arsenale e sotto il banner di ecosistema, NEC e il loghetto di progetto anno europeo. Come ti dicevo, la motivazione creativa stava proprio nello scopo di trovare forme di collaborazioni comuni che potessero riunione più progetti/idee.

Per questo mi è dispiaciuto della tua mossa fatta il 28 settembre. Senza dire niente a me che avevo lanciato l'idea, ma a nessun altro e altra né in facebook né qui sul ning. Hai fatto inserire un evento al VeneziaCamp che usa termini e contenuti di cui ti parlavo e di cui mi chiedevi ripetutamente.

Nulla da eccepire sulle tue scelte, sei libero di agire come credi. ma mi spiace che tu abbia preferito agire in ombra, di nascosto e non 2.0 piuttosto che condividere qui sul ning o su facebook.

Mi spiace che tu abbia personalizzato le cose mettendo la tua egidia, il tuo nome su tutto e quello di ecosistema. Addirittura hai creato un'immagine dove hai messo il logo di ecosistema sopra lo stemma ufficiale del Comune di Venezia.

Ma lo sai che devi fare formale richiesta di autorizzazione al Comune di Venezia per usare e diffondere un'immagine del genere? Hai diffuso tale immagine sia sul tuo blog che anche su NEC.

Da cittadino di Venezia e con in tasca la tessera di amministratore pubblico del Comune di Venezia non accetto che tu faccia tale uso dello stemma del Comune di Venezia. Se vuoi usare l'immagine usa quella colorata orizzontale del VeneziaCamp, ma non quella per cui serve una autorizzazione formale e una delibera di Patrocinio del Consiglio Comunale di Venezia.

E mi spiace che tu abbia agito così male, quando l'opportunità del VeneziaCamp nasce da stimoli che ti avevo dato e frutto di nostre conversazioni di ore al telefono e poi da una pizza fatta a Castelfranco alla quale non hai partecipato, ma mi hai telefonato ancora per sapere cosa si era discusso. Perché non hai chiesto ad altri il rendiconto dei Castelfranco? Perché ti sei rivolto a me che ti conosco da così poco?

Ti saluto con l'invito a togliere lo stemma del Comune di Venezia da immagini che hai creato e di rimuovere tali immagini dal tuo blog ed altre pubblicazioni digitali.

Ciao, Vittorio
Alle 1:23 del 7 Ottobre 2009, Vittorio Baroni ha detto...
Gino,
preferisco comunicarti qui alcune richieste personali.

Ti chiedo di togliere l'immagine che hai inserito tra le foto senza chiedermi se ero d'accordo. Mi hai informato per caso solo dopo e a cosa fatta. Mi riferisco all'immagine fabbricailnordest1 della quale non hai attribuito la paternità e senza icona creative commons. E' stata scaricata dal sito di progetto anno europeo che ha chiaramente indicata licenza creative commons 2.5. Inoltre, nel ning di ecosistema hai messo il copyright e ciò è incompatibile con l'uso di materiali con licenza creative commons.

Ti chiedo di disattivare tutte le funzioni Feed RSS che assorbono contenuti dal sito di "progetto anno europeo". Il 15 agosto avevi aperto la discussione "Blog e twit di network" dove precisavi che "e' richiesta la vosta approvazione". In quella discussione non ti ha risposto nessuno e io non ti ho autorizzato né per email né a voce. Mi riferisco a ciò che hai attivato e che ti consente di far comparire in automatico nella home del tuo ning i contenuti di "progetto anno europeo". Ovvero nella doppia funzionalità del ning dove compaiono le scritte/titoli "I nostri blog - vetrina" e "I nostri blog - altri titoli".

Quando tratti o pubblichi qualcosa su tema delle città globali e locali sei tenuto a rispettare gli autori e a citare le fonti da cui trai contenuti e ispirazione. Mi riferisco alle cose che hai voluto sapere da me nelle tue telefonate e nell'incontro che mi hai chiesto, ma soprattutto all'editoriale pubblicato da me per conto di Comunicatori Pubblici il 27 febbraio 2009 con il titolo "Glocal, vivere la città nell’era digitale"

Nel diritto di chiederti una comunicazione di riscontro, che puoi fare presso il wall o per email ad annoeuropeo@gmail.com, rimango sempre disponibile per qualsiasi chiarimento.

Ti ringrazio dell'attenzione e ti saluto con viva cordialità.

Ciao, Vittorio
Alle 10:32 del 23 Settembre 2009, Luigi Bertuzzi ha detto...
Gino, concordo quando accenni all'utilità di mettere a confronto esperienze di vari territori; la definirei piuttosto una necessità, considerato che (per me) il titolo di questa iniziativa avrebbe potuto essere Venezia o Territorio chiamano, Territorio o Venezia rispondono.

In vista di una mia assenza dal Web che potrebbe protrarsi per due o tre settimane, ho inviato questo messaggio email ad alcuni indirizzi municipali (di Voltago Agordino):

Oggetto: Prova di una nuova forma di comunicazione

Segnalo la disponibilità di un esempio di iniziativa di due cittadini
Marco Da Campo (16 anni) e Luigi Bertuzzi (69 anni)
http://www.voltago.altervista.org/portale/

L'iniziativa è rivolta a mostrare un possibile comportamento (da valutare discutendone sia in rete che a tu per tu) che i cittadini possono adottare per accogliere l'invito ai cittadini (di diventare protagonisti) pubblicato su MyPortal e ricordato sulla pagina sperimentale http://www.voltago.altervista.org/portale/

Per parte mia (Luigi), termino qui il mio contributo all'iniziativa di Marco e resto a disposizione per discutere quanto pubblicato a titolo di "prova di nuove forme di comunicazione".

Ho segnalato la data del 24 Ottobre, per un eventuale incontro tra persone interessate a fare evolvere l'iniziativa, in quanto si presterebbe a una partecipazione del nostro territorio (ricordo ai molti che non lo sanno che io sono residente a Voltago dal 1991) all'iniziativa
"Venezia chiama, il territorio risponde", avviata nell'ambito del progetto Veneziano di Cittadinanza Digitale
http://ecosistema20.ning.com/events/venezia-chiama-il-territorio .

Cordialmente,

Luigi Bertuzzi
Alle 0:50 del 23 Settembre 2009, Luigi Bertuzzi ha detto...
Dopo i convenevoli d'uso provo ad abbozzare un case study di relazione web / territorio ... nei commenti a Venezia chiama ..

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