Ecosistema 2.0

Nella comunicazione delle Cantine, anche durante la tavola rotonda dell'Osservatorio Wine, si usa un tipo di linguaggio, si toccano certi temi, si trasferisce un tipo di attenzione, che segnano una distanza rispetto al consumatore, a noi tutti, e a come ci avviciniamo al vino.

L'esperienza che tutti noi abbiamo del vino, che e' poi il motivo percui lo consumiamo, non si ritrova quindi nella comunicazione promozionale, ne' in certo giornalismo di interesse, eppure e' un mondo sconfinato, pieno di ricchezze sorprendenti, prima ancora di risultare importante perche' rappresenta proprio noi stessi.

Puo' il web 2.0 accorciare finalmente la distanza che c'e' anche tra queste PMI e i consumatori ? Puo' riportare al centro il nostro rapporto personale col prodotto, la nostra esperienza umana, e quindi in definitiva il nostro reale livello di soddisfazione ?

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Risposte a questa discussione

Riporto qui la serie di commenti che ci sono stati in Facebook

A Stefania Girelli, Roberto Favini, Angela Barison, Michela Passarin, Nicoletta Costantini, Paolo Carlo Ghislandi, Paola Conti, Leonora Giovanazzi piace questo elemento.



Paolo Carlo Ghislandi alle 17.25 del 19 maggio
Grazie infinite per la citazione !
Oltre ad aver acquisito una mole interessantissima di informazioni utilissime, devo dire che mi sono proprio divertito.

PS: Cascina I Carpini = www.cascinacarpini.it
:-)))



Gino Tocchetti alle 21.15 del 19 maggio
@paolo ho corretto ;-)



Paolo Carlo Ghislandi alle 22.53 del 19 maggio
Te ne sono riconoscente.. cmq gran bel lavoro ragazzi, forse un pò troppo futuristico per molti, ma per me assolutamente attuale e attualizzabile.



Angela Barison alle 23.51 del 19 maggio
Paolo, http://www.youtube.com/watch?v=PMgOhpEjW40 ;)



Gino Tocchetti alle 7.37 del 20 maggio
prendo atto che, a parte paolo, hanno likato qui solo donne, chevorraddi' ? se fossi un giornalista dell'arena ci scriverei un pezzo sopra...



Paolo Carlo Ghislandi alle 9.30 del 20 maggio
Urka ! Fissato per sempre nell'eterna memoria collettiva di internet... devo mettermi a dieta ragazzi, sennò fra poco entro solo negli schermi 16:9 :-))))

Grazie Angela, non credevo di aver parlato tanto .. ;-))

@ Gino,...
Non ti lamenterai mica vero ? Sono donne di qualità ! :-))



Nicoletta Costantini alle 9.45 del 20 maggio
Bell'analisi Gino. Unico appunto: è mancato un po' il tempo (come detto anche ad Angela), per qualche dimostrazione "pratica" :)



Gianluca Arnesano alle 11.05 del 20 maggio
Bell'analisi Gino, la condivido e ribadisco le cose che ho imparato :)
1) innanzitutto che un workshop dovrebbe essere fatto al contrario … con i bloggher in platea e le imprese sul palco.
2) che ai workshop si va preparati … tutti.
3) che politica, didattica e 2.0 creano un gran casino nella testa dei partecipanti :))



Gino Tocchetti alle 11.19 del 20 maggio
@poalo ti spiego, nel mio commento c'era un sottile riferimento al modo come la stampa locale aveva interpretato l'anima femminile dell'evento in un articolo del giorno prima...

@niki angela e gianluca
diciamo che la tavola non era rotonda...



Paolo Carlo Ghislandi alle 12.12 del 20 maggio
Mi auguro nulla si sessista.. ;-))



Gianluca Diegoli alle 0.33 del 21 maggio
non era rotonda? :) ehi arnesano, io mica son solo blogger eh :) vacci tu in platea :P



Gianluca Diegoli alle 0.44 del 21 maggio
angela, ma i nostri video "dal basso" li avete censurati? :)



Gino Tocchetti alle 8.57 del 22 maggio
@gianluca no non e' stata rotonda, se intendiamo che il pubblico avrebbe dovuto sentirsi seduto alla stessa tavola ;-)

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Riporto qui la prima parte di una serie di commenti su Friedfeed

Sinceramente ho, fra i tanti, un difetto che mi porto dietro da tempo e che non riesco a correggere: ci metto un sacco a pensare. Non sono brillante, raramente ho la risposta pronta, ma adesso mi sembra che sia giunto il momento per esprimere alcune riflessioni sulla giornata dell’osservatorio. 1. Le webstar (perdonatemi il termine) sono molto più social on line che dal vivo, come se il filtro rappresentato dal monitor del computer permettesse loro di esprimersi in maniera diversa. 2. Una... more... - Davide Cocco



Chapeau a Davide per la riflessione - Annarella G.



Rispondo qui intanto, poi pubblicherò il mio post rimasto indietro per motivi personali. 1) Non so, ma non mi piace molto essere definita webstar, non lo sono. Credo che su molto di quella giornata abbia influito la mancanza di tempo: alcuni sono dovuti andare via presto causa treni che purtroppo non aspettano, e prima è veramente mancato il modo di socializzare. 2) Non mi ricordo sia stato detto questo. Se dovessimo comunque ragionare in quel modo, solo per conoscenza diretta, allora è inutile anche farsi conoscere con pubblicità tradizionale: se non so che esisti non verrò mai a sporcarmi gli stivali sulla tua terra, così come mi pare poco giusto pretendere di vendere solo a chi parla la propria lingua. L'obiettivo dovrebbe essere il contrario: far arrivare un prodotto (il vino) anche a chi non parla quella lingua, come me. 3) Per il come è mancato il tempo. Credo che un evento come quello di Osservatorio Wine debba anche far nascere la curiosità, l'interesse. Più di quello in due ore non c'è stato. Non credo fosse fondamentale sapere di vino, anzi. Il punto è proprio quello: provare ad uscire per una volta dal territorio conosciuto dove si parla sempre tra i soliti noti, provare a mettersi in gioco anche con chi di vino non sa. L'incontro è servito a me per prima: certe aziende non le conoscevo, ora sì. Mi sono incuriosita, sono andata anche a vedere come funziona Vinix. Ecco, credo che noi si sia inteso offrire un punto di vista diverso, una piccola opportunità in più per rendersi più visibili. - Niki Costantini



Che non sia stata colta, mi dispiace. Ma mi dispiace di più che manchi davvero tra le aziende la curiosità e la voglia di provare. - Niki Costantini



l'ho detta io la cosa delle etichette, mi sono umilmente posto come consumatore non attento, che è poi la maggioranza delle persone. ho detto che mi piacerebbe iniziare a conoscere il vino dai loro racconti (online, il loro blog ecc), piuttosto che dalle etichette. io conosco bene il mondo del vino, ma solo dai racconti dei blogger che ne parlano, del wine blogger marketing. poi se non ci possiamo parlare perche' io non conosco il vino, e loro non conoscono il web, beh, allora ok. ognuno a casa sua. - gluca - [mini]marketing



ah per il discorso delle webstar, beh, lascia stare. io sono scappato perche' avevo il treno, ho parlato con quelli che me l'hanno chiesto. non capisco cosa intendi per monitor, ecc. - gluca - [mini]marketing



Spiego il concetto di webstar che non è rivolto a voi, che mi sembrate persone tranquille e disponibili. È rivolto a quelli che fra il pubblico (più di uno) hanno iniziato "uuu, guarda, quello è gianluca di mm, ooo, e là dietro c'è anche Dania, ma dai, non ci credo". Il rischio aberrazione arriva anche qui, purtroppo. Non mi riferivo a voi e mi scuso se sono stato frainteso. - Davide Cocco



"uuu, guarda, quello è gianluca di mm" cavolo, il mio ego non sta nella XXL ora :) - gluca - [mini]marketing



Davide scrive: "Ed è un peccato, perché è con gente come voi che il mondo dell’enogastronomia potrebbe uscire dall’autoreferenzialità che lo contraddistingue." -- ma sai che qui abbiamo lo stesso problema con l'autoreferenzialità?!? :-D Non c'ero (purtroppo) all'osservatorio, e neanche io mi riferisco a Gianluca e Niki che sono sicuro non rientrano nella categoria "blogstar" specialmente nell'accezione negativa a cui ci si riferisce qui. Penso, da quello che leggo, che si sia dato inizio ad una conversazione interessante per entrambi i gruppi. Se nessuno dei due decide di tapparsi le orecchie alle prime cose che non gli garbano... ;) - Markingegno - Donato



Vedi Gianluca, chiarito il fatto sulle webstar, non voglio assolutamente che ognuno stia a casa sua, anzi. Come ho già scritto sopra il mondo enogastronomico ha un disperato bisogno di voi (inteso in senso lato) per uscire dalla prigione dorata che si è creato. Solo secondo me non si è partiti con il piede giusto. Mi ricordo l'incipit del convegno: "saranno presentazioni in 140 caratteri....ma è una cosa che capiamo solo noi questa". No. No. No. Basta chiudersi. Basta web 2.0 contro resto del mondo. Basta enogastronomia contro resto del mondo. Incontriamoci e parliamo. Ma parliamo con un dizionario comune, capiamoci. Mi è sembrato che questo colloquio non sia partito durante il convegno. Sarebbe bello che succedesse. Se vieni a Vinix Unplugged Unconference ti offro un bicchiere e ne parliamo. E questo vale anche per tutti gli altri, Niki in testa. E adesso attendo, con terrore, le reprimenda di Angela. Ho già paura ;) - Davide Cocco



@Markingegno è la mia teoria dei loop. Come quelli autostradali - Davide Cocco



Quando ci sarebbe questo Vinix Unplugged? :) Comunque, per farla breve, credo ci sia stato un malinteso di fondo. Sul dizionario comune la penso come Donato: l'importante è che non ci tappiamo le orecchie. Però permettimi una domanda Davide: tu alla tavola rotonda eri presente? Se sì, perché non hai fatto un intervento in questo senso? E anche se solo a distanza, perché non hai affrontato il discorso in quella sede? - Niki Costantini



Perché, come ho scritto sopra, ci metto un po' a digerire le cose. Sono un po' tardo ;). Ho ritenuto però opportuno riportare quello che pensavo qui, per far partire una discussione a distanza. Ho sbagliato tempi e sede? P.S. ma allora vieni a Genova? - Davide Cocco



@NikiVUU (acronimo suggerito da Davide che ulteriormente abbrevia Vinix Unplugged Open Unconference) si terrà a Genova domenica 14 giugno nella Sala Camino di Palazzo Ducale, esattamente il giorno prima di Terroir Vino, la manifestazione che ogni anno organizzo giunta ormai alla sua V Edizione. - Filippo Ronco



Scusate, non uso spesso ff e noto che non prende ctrl+invio per andare a capo senza pubblicare. - Filippo Ronco



porc...sembro idiota.. l'ho fatto di nuovo :-) ecco il link: http://www.terroirvino.it/ Per quanto riguarda l'osservatorio, vi ho seguito a distanza ed ho anche pubblicato dopo poche ore alcuni interventi grabbati in streaming con camtasia, quello di giampiero, di gianluca e poco altro. Nel complesso diciamo che è meglio che questi eventi ci siano e si moltiplichino piuttosto che no. Provarci almeno è già qualcosa. E' mancato l'intervento della platea - salvo Paolo - cosa a cui cercheremo di rimediare a ge - Filippo Ronco



@Fil Vinix Unplugged Open Unconference è impossibile da scrivere e da pronunciare ;) E comunque ho scoperto anch'io da poco che FF non va a capo, ma se fai un errore puoi sempre modificare il commento e continuare il discorso. Prova - Davide Cocco



Davide, pero' io ho cercato di spiegare il 2.0 in parole semplici, di solito vengono considerato abbastanza pragmatico in queste cose. se non erano abbastanza semplici, probabilmente o io o l'audience non eravamo le persone giuste al posto giusto... (anche la battuta sui 140 caratteri, ok, ad Arnesano gli è scappata, ma erano 10 secondi, poi non mi pare che Gianluca sia stato criptico nel proseguo) - gluca - [mini]marketing



Gianluca, il tuo intervento è stato ottimo, come sempre. Niente da dire, anzi, hai portato un po' del tuo sano pragmatismo e ho ben capito - sia pur se seguivo da casa - la tua battuta sulla scelta in base alle etichetta. Semplicemente non c'erano produttori sul palco degli oratori (errore 1) e alcuni interventi si sono un po' parlati addosso (errore 2). A Genova avevo in mente di mettere in pedana chi vuole fare domande e mettere in platea chi parla. Sul serio però ! :-) - Filippo Ronco



Filippo e Davide, grazie. Ci penso, perché mi piacerebbe molto. Quasi, quasi... :) - Niki Costantini



Gianluca, non vorrei che il mio intervento passasse per una critica personale nei tuoi confronti o dei tuoi vicini di palco. Cercavo di esprimere in generale le mie impressioni convegno, perché mi sembra che non sia scoccata la scintilla nonostante le premesse ci fossero tutte. Ovvio poi che la colpa, se di colpa si può parlare, sta da entrambe le parti. Ma a parte tutto non ho ancora capito come la pensi tu sul convegno. Mi piacerebbe che esprimessi le tue impressioni. P.S. il bicchiere non vale solo per Genova, ma per qualsiasi altro possibile futuro incontro ;) - Davide Cocco



@studiocru se fosse una critica non ci sarebbe niente di male :) secondo me il convegno 2.0 e' stato molto tirato nei tempi (i produttori avranno preferito i pipponi sentiti nella prima parte?) e forse fare un convegno su 2.0 quando in sala c'e' gente senza nemmeno un sito o le nozioni di base sul web, ecco, e' proprio difficile far scoccare una scintilla. poi non so, non era una consulenza, era un buttare li' qualche idea... spero che qualcuna sia stata recepita. perche' come dimostra ghislandi, non si tratta di scienza missilistica. - gluca - [mini]marketing via IM



devo venirlo a vedere appena posso ;) - Patrizia Filippetti



Secondo me, se lo si considera un primo approccio, non è andato male. Ci vuole tempo per assimilare certi concetti (e in quella occasione il tempo era limitato) e già il fatto di sapere che esistono è un passo avanti. Diciamo che è stata una esperienza per ambo le parti, anche per i comunicatori. Non so se e quanto a parti invertite la tavola rotonda avrebbe funzionato meglio, perché comunque tra noi e la platea ci sarebbe stato un certo distacco. Forse un format con noi e loro insieme, con un microfono in una mano e un bicchiere di vino nell'altra, avrebbe favorito la conversazione e lo scambio reciproco di punti di vista e di idee. Scommetto che qualsiasi titolare di una cantina a cui si metta un bicchiere o una bottiglia in mano inizi a raccontarne storia e passioni, così come ha fatto nel post evento Paolo Ghislandi della cantina "I Carpini", con cui si è intavolata una discussione veramente interessante e coinvolgente - Roberto (postoditacco)



@gluca ho detto che non era una critica personale. Non che non era una critica ;) - Davide Cocco via fftogo

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Riporto qui l'intervento di Angela nel thread di Friendfeed di cui sopra, e i commenti successivi

Diamine! Ieri ero completamente asocial e mi sono persa il dibattito! E' un'ingiustizia! Cerco di recuperare. Sappiate già che sarò lunga.. molto lunga. Allora, facciamo mente locale: Davide, non ti preoccupare della mia reazione, stenterai a crederlo ma una parte di me è molto d'accordo con una parte di te. Ora, andiamo al sodo: il più grande, enorme, problema che abbiamo avuto, è stato il tempo (e pure le defezioni dell'ultim'ora di produttori..). E ripeto, è stato il tempo perché idealmente la giornata era una giornata, ed era stata strutturata in un modo specifico. Ho saputo *solo* una decina di giorni prima che in realtà il tutto sarebbe stato compresso. Potrete dire: si poteva organizzare meglio. Avete ragione, ma quando soldi fisici non ce ne sono (checché qualcuno abbia millantato una situazione lontana anni luce dalla realtà), è difficile far stare tutto dentro. La presentazione della ricerca dell'Osservatorio l'ho tagliata giovedì notte, perché era fatta per durare 20 minuti e l'ho compressa in una decina. La prima parte sarebbe dovuta durare di meno, interventi di 45 minuti non si possono sentire. e la tavola rotonda era stata pensata per essere strutturata in due tranche. Alla fine in un'ora e mezza dovevamo fare tutto.. e la scaletta è stata buttata per far posto alla necessità. Ora, passo indietro: qual era l'obiettivo principale di questa giornata? Abbattere una barriera che esiste e cercare di costruire qualcosa insieme: mettere giù il primo mattone. Fare il punto della situazione attuale, e dare qualche spunto. Sono d'accordo con Davide quando dice che non è scoccata una scintilla. E' vero. Non c'è stato un dibattito lì.. ma (anche se il 60% dei presenti era composto di agenzie, mentre solo un 20% di cantine, e stendo un velo pietoso sul fatto che le associazioni di categoria interpellate e chiamate hanno fatto orecchio da mercante) comunque qualcosa è passato. magari di sfuggita, magari senza una reale percezione, ma qualcosa è passato. Ora si tratta di rimboccarsi le maniche seriamente e portarlo avanti, perché la situazione online delle cantine è già più florida di quella di altre migliaia di PMI Italiane. Parlare di 2.0 a delle cantine che a malapena hanno il sito è una stronzata? No. Si chiama consapevolezza. il 2.0 per sé stesso è solo un termine idiota. Ma l'Internet come lo si sta vivendo ora, nel 2009, dev'essere trasmesso in qualche modo e finché ognuno si trincera dietro le proprie abitudini, la propria casta, non andiamo da nessuna parte. Il settore vitivinicolo è un settore chiuso? Sì. Come viene vissuto dal consumatore abituale? Male. Perché quando cerca qualcosa non sa dove sbattere la testa. La premessa di Gluca "io scelgo il vino in base alle etichette" non è negativa, è la realtà. Le persone normali NON sanno scegliere il vino. Poi possiamo anche raccontarci la storia dell'orso e dire che siccome "in Italia su 52 milioni di persone, chi solo tre milioni possono considerarsi conoscitori della materia" (*cit) allora dobbiamo parlare solo con quei tre milioni. Ora, una bella domanda/provocazione: perché nessuno fino ad ora "di quelli del settore" si è chiesto quale fosse il reale rapporto tra le cantine ed il web? Perché ci si è sempre basati sulle percezioni? Sull'intuito? Sull'esperienza? Mai posti la domanda: magari se lo chiedo ad una cantina che è completamente digiuna rimarrà incuriosita e si informerà? Filippo Ronco con Vinix, Vinix Unplugged etc etc sta facendo un lavoro immenso di alfabetizzazione, ma non basta. Perché, ovviamente, raggiunge quelli che un po' "sono già sul pezzo" o che ci arrivano per osmosi contagiati da altri che ci sono. Ed il resto delle cantine? Secondo i dati del Censis sono più di 30 mila gli imbottigliatori in Italia. Come li scoviamo? Serve il legame tra Internet e territorio. Ho intervistato una cantina, piccolissima, che ha 4 etichette. La maggior parte della sua uva, Doc, la porta nella cantina sociale locale, il resto lo tiene per sé e fa circa 5000 bottiglie. Io non ci capisco niente di vino, so solo che il suo merlot era delizioso e non mi ha fatto venire mal di testa. Sapete qual è la sua barriera con Internet? Che non sa come funziona. Il produttore lo usa, ma non sa le differenze tra dominio, sito etc. Eppure legge i blog. Non sa che si chiamano blog, per lui sono siti normalissimi, ma li legge. E se li ricordava anche. va a guardare i video su youtube, ma non sapeva che fosse gratuito e che anche lui avrebbe potuto mettere i suoi video in un canale dedicato. Ha facebook, perché gliel'ha detto suo figlio, ma non ha idea di cosa farsene per il suo lavoro. Ho intervistato un consorzio tutela vini. Il presidente è un produttore. Ha un sito in html e non lo aggiorna mai perché l'agenzia gli costerebbe troppo (150 euro per ogni foto aggiunta con didascalia. 250 per inserire una news). Mi ha detto che ha pensato all'ecommerce.. ma non ha 5000 euro da spendere solo per aprirlo, senza pensare a tutti gli altri costi di gestione. Ora, qual è il problema? Che la conoscenza di Internet viene trasmessa alle cantine (ma il concetto si può estendere a tutte le PMI) solo ed esclusivamente attraverso le agenzie (o i freelance, o i consulenti come volete), ovvero attraverso chi avrà dei vantaggi dal trasmetterla viziata (ovviamente, non è comportamento che si estende a tutti gli operatori, grazie al cielo il pressapochismo non è così diffuso in modo capillare.. ma poco ci manca). Io lavoro in un'agenzia ed ho a che fare con le PMI da 4 anni: non è molto ma è quanto mi è bastato per capire che c'è un problema enorme. Finché non la smettiamo di organizzare Session superfiche in cui parliamo dell'Innovazione del Paese, e poi il nostro Paese non ha gli strumenti per scegliere, allora possiamo anche cambiare lavoro. Perché l'Innovazione Italiana, il suo Cuore, pulsa nelle Piccole e Piccolissime Imprese. Pulsa negli artigiani. Pulsa nei produttori. Io non devo avere gli stivali sporchi del tuo fango per capirti e cercare di trovare un linguaggio che ci permetta di fare due chiacchiere. Io devo avere una Coscienza (ed un barlume di intelligenza). Forse ho divagato, forse no. In conclusione, devo andare un voto alla giornate dell'8 Maggio? Ci metto un cinque e mezzo. Un cinque e mezzo perché possiamo fare di più e perché io sono una persona profondamente critica. Ma è un "rimandati a settembre". Io non ho intenzione di mollare con l'Osservatorio, anzi. Sbatterò la testa e la farò sbattere a chi si fiderà ma visto che mi sono stufata di lamentarmi di quello che vedo in giro e che non mi va bene, voglio provarci in prima persona. Io mi immagino un WineCamp in cui riusciamo *seriamente* a coinvolgere le istituzioni presenti sul territorio (pro loco, stra del vino, consorzi tutela vini etc), le cantine, il popolo della rete ed i consumatori "1.0". Un Winecamp in cui sono banditi gli anglicismi e/o ogni relatore si impegna ad esplicitare ogni acronimo, ogni termine non di uso comune affinché tutti coloro che non hanno idea di cosa significhi possano capirlo e poi, magari, imparare ad usarlo. - capitano



Applauso Angela, se ti servisse una mano per organizzarlo questo WineCamp, per quello che posso fare, io ci sono. Sto considerando di visitare in Vinix Unplugged, se riesco (con me non si sa mai fino alla fine), mi sono incuriosita... - Niki Costantini



Orco, ho scritto troppo. Scusate. ps: la prossima battaglia/post che sto preparando è far capire il concetto del mobile tagging perché, è un esempio perfetto di agenzia che vende un prodotto, cantina che lo recepisce come innovativo e non ha assolutamente capito come funziona. Ps2: sto preparando un podcast dove spiego l'indagine. Ps3: ma l'avete visto il video di Poggio Argentiera che spiega il suo rapporto con internet? E' una delle buone pratiche che avevo selezionato per l'8 maggio ma che non è riuscito a venire per altri impegni. Comunque, ce ne saranno degli altri. preparatevi. Ps4: Appena finisco di sistemare il sito/blog dell'Osservatorio, lo "apro". Ovvero, se qualcuno vuole trattare uno specifico argomento, ne parliamo insieme, lo rendiamo il più morbido possibile e lo pubblichiamo. ps5: Grazie ancora a tutti quelli che ci hanno messo la faccia per l'Osservatorio Wine. Ognuno di loro (Gluca, Arnesano, Alessia, Cristiano, Niki, Lyonora, Roberto, Gino, Elisabetta, Aristide, Tommaso) era stato chiamato con un ruolo ed un compito ben preciso.. che riprenderò :) ps6: i ci sono a Vinix Unplugged, ovviamente ps7: E' un mondo difficile ps8: scusate se quel giorno non sono state sociale. Ero imbottita di antidolorifici ed antibiotici. ps9: sulle blogstar non social.. davvero non ho capito a chi ti riferissi. Alla tavola rotonda non c'era nessuna blogstar, che io sappia. E se invece ti riferisci a Dania, beh, ma saranno anche cazzi suoi decidere quando vuole socializzare e quando no.. :) - capitano



Niki, mi hai davvero letta tutta o hai ceduto dopo le prime quattro righe? Ho scritto di getto e non mi sono controllata. Ma ormai è fatta :) - capitano



Letto tutto tutto :) Sono abituata a leggere tanto e molto velocemente ;) Ah il mio post è praticamente finito, lo so sono in ritardo ma devo recuperare un po' lo spirito giusto. - Niki Costantini



Niki, il mio è tutto registrato in audio. Devo convertirlo in parole, prima o poi :) Per il WineCamp, guarda che non scherzavo, lo voglio davvero fare. Quand'è finita la vendemmia così i produttori saranno più liberi. Ma non ho idea di come si faccia un WineCamp, per cui, sull'argomento andremo al "prossimo thread" :) - capitano
Perfetto :) - Niki Costantini



Mo' parto per il mare, ma domani, con calma, rileggo tutto, anche se mi sembra che siamo quasi in sintonia. Preciso solo una cosa al volo: il concetto di blogstar. Come ho scritto sopra a gluca e niki non era riferito al loro atteggiamento, ma ad alcuni ululati del pubblico quando ha visto alcune persone. Aberrazioni totali che stanno arrivando anche qui? Campanelli d'allarme? Chiamali come vuoi. Ma è una cosa che mi ha dato fastidio, ma mi ha dato fastidio per i tuoi relatori. Tutta gente semplice e molto disponibile (come sopra) che non si merita questo tipo di trattamento. PS1 spero che si capisca tutto: sono le 6 e mia figlia ha rotto tutta notte, quindi la palpebra è pesante ;) PS2 per quel che posso hai anche i miei arti superiori per il WC (brutto acronimo 'sto giro) PS3 a me, di quello che fa Dania non me ne potrebbe fregà de meno. PS4 la fine della vendemmia non è un ottimo periodo - Davide Cocco



Ah, che sia chiaro: "per quel che posso hai anche i miei arti superiori per il WC" non vuol dire che vengo a pulirti il bagno di casa con le mie mani ;) - Davide Cocco



e poi ti chiedi perche' si chiama "capitano"... - You (edit | delete)



come in tutte le cose c'e' sempre da correggere limare rivedere cambiare. Ora che sappiamo qualcosa di piu' sulla genesi dell'evento, alcune cose sono anche piu' chiare. Io credo che l'obiettivo dell'evento - riformulo quello che ha detto Angela - sia stato portare in evidenza che il mercato del vino (come ogni altro mercato) non possa che essere "conversazione" tra produttori e consumatori. A questo proposito, sono stati invitati (1) i produttori a conversare (e Paolo Ghislandi ha capito al volo!), (2) i bloggher a testimoniare che il web2.0 e' uno dei migliori posti dove conversare (e mi pare che i bloggher l'abbiano fatto con disponibilita' e forse qualche eccesso di passione, ma perdonabile e forse anche auspicabile). Solo una cosa, che dicevo a Paolo nel dopo-tavola: e tutto il mondo di emozioni ed esperienze del consumatore di vino, illustre sconosciuto, ne vogliamo parlare prima o poi ? Ricordiamoci sempre che se non ci fosse lui... - You (edit | delete)

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